Oltre allo stretto significato scientifico, la “toponomastica” ci parla di tutti i nomi dei luoghi di un’area geografica, siano essi città, rilievi, corsi d’acqua e quant’altro.
I libri di storia locale spiegano i toponimi con ricostruzioni più o meno mitologiche e leggendarie; accettando anche che alcuni nomi derivino da termini qualsiasi solo perché è scritto o suona quasi uguale. In genere l’interesse principale degli autori era quello di nobilitare le origini dei luoghi, e con essi i loro abitanti o proprietari. Ma se i toponimi sono nati per aiutare le persone a orientarsi, i nomi delle vie (con i numeri civici) sono nati, e sono usati ancora, come uno strumento del potere (il Re, il Governo, l’Imperatore, ecc.). Gli indirizzi permettono di tassare, reclutare soldati, controllare le popolazioni, gestire le epidemie e negare l’accesso a servizi fondamentali ai non residenti. Inoltre i nomi dei luoghi affermano i poteri locali o centrali, esprimendo le lotte per il controllo del territorio e la memoria storica. In sintesi, i toponimi non sono mai neutrali: raccontano chi ha il potere di decidere, cosa ricordare e cosa dimenticare.

A Santa Maria hoè incontriamo “Via dei ronchi” che fa riferimento al termine “ronco”, che deriva dal verbo latino “runcare”, cioè “ripulire un terreno da sterpi e rovi”. Mantenere questo nome aiuta ricordare il duro lavoro di chi ha permesso che queste terre venissero coltivate e abitate. Invece il recente cambio di nome di Piazza Mercato in piazza Padre Fausto Tentorio, esprime chiaramente la volontà di rendere omaggio a una figura religiosa di grande rilievo per la comunità.
Ma se i bambini e le bambine potessero riscrivere i nomi delle vie del paese, quali sarebbero? Bhe “Via Trieste” potrebbe diventare “Via del Mais” (Trieste non si vede, il mais sì) o “Via Lecco” potrebbe essere scritto con i caratteri runici “ᚢᚭ ᛚᛁᚴᚴᚭ”.
E visto che anche a Santa Maria Hoè non ci sono vie che portano nomi di donne (solo qualche santa) sarebbe significativo se nel prossimo futuro, qualora ci fosse la necessità di individuare il nome di una via, ce ne fosse una intitolarla, collettivamente, alle donne.
Pensate che bello sarebbe avere

oppure

