Il Museo della seta Abegg si trova in riva al lago di Garlate e intorno c’è un giardino di gelsi, alberi di cui sono ghiotti i bachi da seta!
Al suo interno sono esposti macchinari funzionanti e ben tenuti che raccontano come si produce il filo di seta: dall’allevamento del baco, alla trattura dei bozzoli e torcitura della seta. Molte persone del Monte di Brianza in passato si sono dedicate a questo lavoro e il museo racconta un pezzetto della loro storia.
Una delle cose più curiose che si possono scoprire visitando il museo, riguarda l’allevamento del baco da seta, che coinvolgeva tutta la famiglia, specialmente le donne, in un ciclo che durava circa 40 giorni.
Verso la fine di aprile i contadini acquistavano le uova di Bombyx mori (bombice del gelso, farfalla originaria dell’Asia). Le uova venivano messe al caldo, solitamente in cucina, sopra a delle griglie fatte da cannette. Le uova si schiudevano tra fine aprile/inizio maggio e i piccoli bachi venivano nutriti senza interruzione con le foglie del gelso per farli crescere in fretta. Dopo 4 mute gli insetti erano pronti per avvolgersi nel loro prezioso bozzolo… di seta.
Il momento migliore per raccoglierli e trarre il filo era dopo 10 giorni dalla chiusura: i bozzoli venivano raccolti, messi nella cesta e portati in filanda, dove venivano prima essiccati e poi immersi nell’acqua calda, che scollava la bava che teneva uniti i bozzoli facendo così staccare un capo del filo di seta che le operaie passavano su un macchinario chiamato aspo..in questo modo si srotolava tutto il bozzolo per comporre una matassa di filo lunga circa due chilometri!
Una volta creato il filo di seta, questo lo si può utilizzare per realizzare dei tessuti che a loro volta potranno diventare abiti, sciarpe e anche dei tappeti, utilizzando diverse modalità di intreccio. Eccone un esempio realizzato utilizzando un telaio circolare.




